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Intervista alla vigilia del tour - La Repubblica
(troppo vecchio per rispondere)
Loris
2006-07-08 08:35:16 UTC
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Raw Message
il pubblico È conservatore. Sente una canzone in un certo momento della sua
vita e quella resta sempre la stessa

Intervista alla vigilia del tour
"Con il cuore piantato nel mondo"
"Viva l'italia", ho lasciato per la prima volta che fosse utilizzata
nella campagna referendaria sulla Costituzione
di PAOLO D'AGOSTINI




ROMA - Questa conversazione con Francesco De Gregori avviene alla vigilia
del Calypsos Tour che dall'11 luglio lo porterà in giro per l'Italia con il
disco (Calypsos, appunto) uscito lo scorso inverno. È il caso di avvertirlo
che chi gli fa le domande stavolta non è un giornalista musicale, che non
saranno domande musicali. Non si preoccupa, unico sbarramento la vita
privata. La politica sì, con l'avvertenza: "sono solo un cantante".

È giusta l'impressione che ogni disco, forse ogni singolo concerto, siano
segnati da un sentimento?
"Forse è così, ma a me risulta chiaro solo a posteriori. Se mi guardo
indietro m'accorgo che qualche volta il mio lavoro è stato contrassegnato da
un maggior interesse verso il mondo, la politica, la storia: Titanic per
esempio. Mentre al contrario Rimmel parla del cuore. In realtà le cose
s'intrecciano ed è difficile districarle, anche il cuore non sta sulla luna
ma sta piantato nel mondo. Poi c'è un mio normalissimo processo di crescita
e anche di decadenza. Di sostituzione di alcuni sentimenti con altri. Non
un'accresciuta capacità di maneggiare i ferri del mestiere, non sono
diventato più bravo a scrivere canzoni di quanto fossi trent'anni fa".


In tanti restano male quando lei canta una sua canzone famosa cambiandola
(ride e dice "non mi offendo"). Vuol dire che il pubblico è conservatore e
che limita la libertà artistica? E che lei si difende e si ribella? Con un
po' di malignità, perché così impedisce al pubblico di cantare con lei nei
concerti.
"Il pubblico è conservatore, e forse ha ragione di esserlo. Va a sbattere
addosso a una canzone in un certo momento della sua vita e quella canzone
resta esattamente come l'ha sentita quel giorno. Ma per me è un giorno di
vent'anni, di trent'anni prima. Per me che l'ho scritta quella canzone non
resta cristallizzata, per me che ci lavoro con le canzoni è fatale che
cambino e si rinnovino. Sarei truffaldino se rimanessi fermo a quello che è
stato vero nel '75 o nell'80 e non può essere rimasto tale e quale. Il
pubblico può cantare le mie canzoni, ci mancherebbe, basta che non pretenda
che io le canti come le canta lui.
Naturalmente nessuno può impedire di pensare che, rifacendola, quella
canzone l'ho rovinata".

Una delle sue canzoni in particolare è stata più volte piegata a un uso
politico, da destra e da sinistra. È Viva l'Italia. Quest'anno per la prima
volta, per la campagna sul referendum costituzionale, lei ha acconsentito.
"Ho detto di sì per la prima volta perché mi sembrava importante contribuire
alla vittoria del No. In generale non mi piace ma questa volta negarla
sarebbe stato solo spocchioso. La prima volta fu usata dal Movimento
sociale, che non mi ricordo se già si chiamava Alleanza Nazionale. La
seconda volta dal Psi di Craxi. In entrambi i casi espressi malumore e
disappunto. Più di questo è difficile fare specialmente se, come nel primo
caso, la canzone non viene usata per una campagna - che implica la richiesta
del permesso a editore e autore - ma eseguita in una festa di partito dove
basta che paghi la Siae senza bisogno di alcun consenso. Più che dire: ma
l'avete sentita bene? "l'Italia liberata", "l'Italia che resiste": voi che
c'entrate? Non vi riguarda, o casomai vi riguarda al contrario. Non è che
siano stati grandi drammi della mia vita comunque. Woody Guthrie si ritrovò
la sua "This land is your land" come colonna sonora pubblicitaria di una
marca di latte".

Esce in questi giorni un'antologia intitolata "L'Italia del Novecento nella
poesia del Novecento" (Ediesse editore) che include molti testi di canzoni e
tra queste Viva l'Italia.
"Questione molto dibattuta e, per me, pessima cosa. Mi sembra talmente
semplice: la poesia trova la sua musicalità e il suo ritmo nelle parole
mentre il testo di una canzone viene scritto in funzione della musica,
quindi la parola non è autonoma. La canzone senza musica è mutilata. Io non
voglio figurare così accanto a Zanzotto, anche se penso che Viva l'Italia
sia una bella canzone: ma con la sua musica. Come se togliessimo la
punteggiatura a una poesia. Trovo che sia un omaggio non richiesto, non mi
sento più elevato se paragonato a un poeta, non l'ho mai preteso".

Per una lunga stagione - tra anni 80 e 90 - la sua figura associata ad altre
(due nomi per tutti: Nanni Moretti, Altan) è stata un simbolo di resistenza
morale. Una forzatura, un condizionamento, perfino un equivoco?
"Io personalmente come altri personalmente possiamo essere stati percepiti
come oppositori perché abbiamo espresso disagio e dato voce al disagio nei
confronti di un percorso contrario a tante speranze. Naturalmente se gli
artisti diventano surrogato della politica questo indica un fallimento della
politica. Oggi non mi tiro indietro, sono sempre lo stesso e non ho cambiato
le mie idee ma leggo i giornali in modo più disattento, con più distacco
dalla partecipazione sofferta. Sono contento che Prodi sia al posto di
Berlusconi, ma non mi sveglio con la smania di sapere che cosa ha dichiarato
Pecoraro Scanio. Preferisco ammirare un bel quadro o dedicarmi a un bel
libro di filosofia".

C'è la canzone d'amore per definizione senza tempo (Buonanotte fiorellino),
quella che invece trae ispirazione da un tempo e da un luogo storicamente
riconoscibili (Il cuoco di Salò o San Lorenzo), e quella che difende
un'idea, un principio, un valore (Generale). Che differenza c'è, c'è una
gerarchia artistica?
"La prima differenza che mi viene in mente è che Il cuoco di Salò non la
canto mai dal vivo per paura che qualcuno si alzi in platea e gridi "viva il
duce" o anche "a morte i fascisti". Vorrebbe dire comunque non essere
riuscito a farla capire. Detto questo per me non c'è molta differenza: anche
la canzone "storica" nasce nello stesso posto dove è nata Buonanotte
fiorellino, il cuore".

Lei pratica un'arte popolare, che sta nel mercato e le fa guadagnare denaro.
C'è dentro di lei un'anima rigorista che le dice di dover espiare la "colpa"
della ricchezza?
"No. Sono uno che guadagna bene ma ha anche e sempre pagato molto bene le
tasse. Non mi sento colpevole e non mi sforzo di sentirmi colpevole".

Quanto conta per lei il cinema?
"Bufalo Bill non l'avrei potuta nemmeno pensare se non avessi visto il film
La ballata di Cable Hogue di Peckinpah. Le parole "Il mio amico culo di
gomma famoso meccanico" nascono da lì, da quel personaggio del West al
tramonto che viene schiacciato dalla prima automobile. Fa parte della mia
cultura "da liceale" che a volte mi è stata rimproverata".

Sotto elezioni lei è uscito con un disco dal profilo intimista, Calypsos. Il
contrario del Caimano di Moretti.
"Penso che entrambi abbiamo agito liberamente, io parlando di sentimenti e
lui di Berlusconi. Elezioni o non elezioni".

(8 luglio 2006)
Zelig
2006-07-09 07:37:26 UTC
Permalink
Raw Message
Grazie per averla postata, l'ho letta molto volentieri.

ciao
Post by Loris
il pubblico È conservatore. Sente una canzone in un certo momento della sua
vita e quella resta sempre la stessa
Intervista alla vigilia del tour
"Con il cuore piantato nel mondo"
"Viva l'italia", ho lasciato per la prima volta che fosse utilizzata
nella campagna referendaria sulla Costituzione
di PAOLO D'AGOSTINI
ROMA - Questa conversazione con Francesco De Gregori avviene alla vigilia
del Calypsos Tour che dall'11 luglio lo porterà in giro per l'Italia con il
disco (Calypsos, appunto) uscito lo scorso inverno. È il caso di avvertirlo
che chi gli fa le domande stavolta non è un giornalista musicale, che non
saranno domande musicali. Non si preoccupa, unico sbarramento la vita
privata. La politica sì, con l'avvertenza: "sono solo un cantante".
È giusta l'impressione che ogni disco, forse ogni singolo concerto, siano
segnati da un sentimento?
"Forse è così, ma a me risulta chiaro solo a posteriori. Se mi guardo
indietro m'accorgo che qualche volta il mio lavoro è stato contrassegnato da
un maggior interesse verso il mondo, la politica, la storia: Titanic per
esempio. Mentre al contrario Rimmel parla del cuore. In realtà le cose
s'intrecciano ed è difficile districarle, anche il cuore non sta sulla luna
ma sta piantato nel mondo. Poi c'è un mio normalissimo processo di crescita
e anche di decadenza. Di sostituzione di alcuni sentimenti con altri. Non
un'accresciuta capacità di maneggiare i ferri del mestiere, non sono
diventato più bravo a scrivere canzoni di quanto fossi trent'anni fa".
In tanti restano male quando lei canta una sua canzone famosa cambiandola
(ride e dice "non mi offendo"). Vuol dire che il pubblico è conservatore e
che limita la libertà artistica? E che lei si difende e si ribella? Con un
po' di malignità, perché così impedisce al pubblico di cantare con lei nei
concerti.
"Il pubblico è conservatore, e forse ha ragione di esserlo. Va a sbattere
addosso a una canzone in un certo momento della sua vita e quella canzone
resta esattamente come l'ha sentita quel giorno. Ma per me è un giorno di
vent'anni, di trent'anni prima. Per me che l'ho scritta quella canzone non
resta cristallizzata, per me che ci lavoro con le canzoni è fatale che
cambino e si rinnovino. Sarei truffaldino se rimanessi fermo a quello che è
stato vero nel '75 o nell'80 e non può essere rimasto tale e quale. Il
pubblico può cantare le mie canzoni, ci mancherebbe, basta che non pretenda
che io le canti come le canta lui.
Naturalmente nessuno può impedire di pensare che, rifacendola, quella
canzone l'ho rovinata".
Una delle sue canzoni in particolare è stata più volte piegata a un uso
politico, da destra e da sinistra. È Viva l'Italia. Quest'anno per la prima
volta, per la campagna sul referendum costituzionale, lei ha acconsentito.
"Ho detto di sì per la prima volta perché mi sembrava importante contribuire
alla vittoria del No. In generale non mi piace ma questa volta negarla
sarebbe stato solo spocchioso. La prima volta fu usata dal Movimento
sociale, che non mi ricordo se già si chiamava Alleanza Nazionale. La
seconda volta dal Psi di Craxi. In entrambi i casi espressi malumore e
disappunto. Più di questo è difficile fare specialmente se, come nel primo
caso, la canzone non viene usata per una campagna - che implica la richiesta
del permesso a editore e autore - ma eseguita in una festa di partito dove
basta che paghi la Siae senza bisogno di alcun consenso. Più che dire: ma
l'avete sentita bene? "l'Italia liberata", "l'Italia che resiste": voi che
c'entrate? Non vi riguarda, o casomai vi riguarda al contrario. Non è che
siano stati grandi drammi della mia vita comunque. Woody Guthrie si ritrovò
la sua "This land is your land" come colonna sonora pubblicitaria di una
marca di latte".
Esce in questi giorni un'antologia intitolata "L'Italia del Novecento nella
poesia del Novecento" (Ediesse editore) che include molti testi di canzoni e
tra queste Viva l'Italia.
"Questione molto dibattuta e, per me, pessima cosa. Mi sembra talmente
semplice: la poesia trova la sua musicalità e il suo ritmo nelle parole
mentre il testo di una canzone viene scritto in funzione della musica,
quindi la parola non è autonoma. La canzone senza musica è mutilata. Io non
voglio figurare così accanto a Zanzotto, anche se penso che Viva l'Italia
sia una bella canzone: ma con la sua musica. Come se togliessimo la
punteggiatura a una poesia. Trovo che sia un omaggio non richiesto, non mi
sento più elevato se paragonato a un poeta, non l'ho mai preteso".
Per una lunga stagione - tra anni 80 e 90 - la sua figura associata ad altre
(due nomi per tutti: Nanni Moretti, Altan) è stata un simbolo di resistenza
morale. Una forzatura, un condizionamento, perfino un equivoco?
"Io personalmente come altri personalmente possiamo essere stati percepiti
come oppositori perché abbiamo espresso disagio e dato voce al disagio nei
confronti di un percorso contrario a tante speranze. Naturalmente se gli
artisti diventano surrogato della politica questo indica un fallimento della
politica. Oggi non mi tiro indietro, sono sempre lo stesso e non ho cambiato
le mie idee ma leggo i giornali in modo più disattento, con più distacco
dalla partecipazione sofferta. Sono contento che Prodi sia al posto di
Berlusconi, ma non mi sveglio con la smania di sapere che cosa ha dichiarato
Pecoraro Scanio. Preferisco ammirare un bel quadro o dedicarmi a un bel
libro di filosofia".
C'è la canzone d'amore per definizione senza tempo (Buonanotte fiorellino),
quella che invece trae ispirazione da un tempo e da un luogo storicamente
riconoscibili (Il cuoco di Salò o San Lorenzo), e quella che difende
un'idea, un principio, un valore (Generale). Che differenza c'è, c'è una
gerarchia artistica?
"La prima differenza che mi viene in mente è che Il cuoco di Salò non la
canto mai dal vivo per paura che qualcuno si alzi in platea e gridi "viva il
duce" o anche "a morte i fascisti". Vorrebbe dire comunque non essere
riuscito a farla capire. Detto questo per me non c'è molta differenza: anche
la canzone "storica" nasce nello stesso posto dove è nata Buonanotte
fiorellino, il cuore".
Lei pratica un'arte popolare, che sta nel mercato e le fa guadagnare denaro.
C'è dentro di lei un'anima rigorista che le dice di dover espiare la "colpa"
della ricchezza?
"No. Sono uno che guadagna bene ma ha anche e sempre pagato molto bene le
tasse. Non mi sento colpevole e non mi sforzo di sentirmi colpevole".
Quanto conta per lei il cinema?
"Bufalo Bill non l'avrei potuta nemmeno pensare se non avessi visto il film
La ballata di Cable Hogue di Peckinpah. Le parole "Il mio amico culo di
gomma famoso meccanico" nascono da lì, da quel personaggio del West al
tramonto che viene schiacciato dalla prima automobile. Fa parte della mia
cultura "da liceale" che a volte mi è stata rimproverata".
Sotto elezioni lei è uscito con un disco dal profilo intimista, Calypsos. Il
contrario del Caimano di Moretti.
"Penso che entrambi abbiamo agito liberamente, io parlando di sentimenti e
lui di Berlusconi. Elezioni o non elezioni".
(8 luglio 2006)
Loris
2006-07-09 09:02:50 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Zelig
Grazie per averla postata, l'ho letta molto volentieri.
Figurati!

Salutones
Luca
2006-08-19 20:02:32 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Zelig
Grazie per averla postata, l'ho letta molto volentieri.
ciao
Post by Loris
il pubblico È conservatore. Sente una canzone in un certo momento della
sua
Post by Loris
vita e quella resta sempre la stessa
ok sarò conservatore ma neanche a me piace come spesso De Gregori
stravolge le sue canzoni dal vivo...

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